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Non mi fa orrore …

Letto su Internet e conservato, perchè rispecchia i sentimenti di frustrazione e di rabbia che si provano in questi giorni tristi (mala tempora currunt)

 

Non mi fa orrore il sindaco di Lodi che separa i bambini bianchi dai bambini “stranieri” (ammesso che un bambino possa mai essere considerato uno straniero), che li esclude dalla mensa dei bianchi e che li costringe a fare ogni mattina 6 chilometri a piedi perché l’autobus è loro precluso.

Non mi fa orrore l’arresto del sindaco di Riace colpevole di un matrimonio messo in piedi per impedire a una persona di essere mandata via dal Paese.

Non mi fa orrore la circolare del Viminale che deporta un intero paesino ricostruito da zero dai migranti, dove nessuno faceva del male a nessuno e dove è tornata la vita laddove c’erano solo case fantasma e abbandonate.

Non mi fa orrore il Ministro degli Interni che ogni mattina consulta i fatti di cronaca del giorno, butta nel cestino le notizie di italiani responsabili di femminicidi, di stupri, di estorsioni, di rapine, di furti, di spaccio, e dà in pasto ai social solo le notizie di stranieri che si rendono responsabili di quei reati. Per lanciare il messaggio che “sono soltanto loro”, che “sono tutti così”.

Ciò che mi fa veramente orrore siete voi che avete capito perfettamente cosa sta succedendo, che nel vostro intimo lo avete capito, lo condividete, vi piace, vi sta bene, ma non avendo il coraggio di ammetterlo, a volte nemmeno a voi stessi, vi attaccate vigliaccamente alle motivazioni.

Perché ci sono sempre delle motivazioni. E’ ovvio che ci siano. I bambini di Lodi mica vengono esclusi dalla mensa perché sono stranieri. No. E’ perché i loro genitori non sono riusciti a farsi dare dai paesi d’origine i certificati richiesti. E chi li ha ottenuti, spendendo in viaggi tutti i risparmi pur di scongiurare ai propri bambini quell’umiliazione, hanno ottenuto i documenti sbagliati. E mica è colpa del sindaco. Mica è intolleranza o razzismo. E’ che non sanno farsi dare i documenti giusti.

Le denunce che hanno portato all’arresto del sindaco di Riace mica sono state sporte per razzismo. No. Ma perché il sindaco ha violato la legge. Certo, non ha rubato, non ha preso tangenti, non ha piazzato famigliari, non ha fatto accordi con la mafia, non ha corrotto, non si è fatto corrompere, ma ha fatto sposare due persone che forse non si amavano. E questo non si fa.

E la deportazione di Riace mica ha motivazioni politiche e xenofobe. No! Mai sia! Io che la giustifico, io che la difendo, lo faccio perché quel progetto ha violato tante tante regole. Tipo che mancava una firma qui, era incompleta la banca dati lì, una famiglia era andata a vivere nel civico 22 anziché nel civico 12. O in via Garibaldi anziché in via Cavour. E quindi pazienza, mica è razzismo. E’ rispetto delle regole.

Questo mi fa orrore.

E’ questa Italia ipocrita che ad un tratto si sveglia rigorosissima e inflessibile verso chi non rispetta le regole.

L’Italia con l’evasione fiscale più alta d’Europa, con la corruzione più alta d’Europa, l’Italia dei falsi invalidi, dei voti di scambio, della Scu, delle Ndrine, dei Casalesi, di Cosa Nostra, l’Italia dei codicilli, l’Italia dei furbi, l’Italia che del “chiudere un occhio” ha fatto il suo articolo 0 della Costituzione, adesso accetta che dei bambini vengano ghettizzati o un intero paesino deportato “perché non hanno presentato bene le carte”.

L’intolleranza mi fa schifo. Ma l’intolleranza nascosta dietro l’ipocrisia, quella, quella fa veramente orrore..

Emilio Mola

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Viaggio senza ritorno

Grazie Alberto Angela. Grazie per la bellissima, anche se straziante serata. Il programma di stasera, “Viaggio senza ritorno”, andrebbe visto, rivisto e commentato nelle scuole di tutta Italia. La Storia (con la S maiuscola) è maestra di vita, occore conoscere il passato perchè questo non si ripeta. Purtroppo le parole di Primo Levi, “ è successo quindi può succedere di nuovo”, mai come in questo momento diventano profetiche. Basta leggere i titoli del giorno sulle principali testate giornalistiche italiane: i migranti presenti a Riace verranno immediatamente trasferiti (quante analogie con le deportazioni!!), i bambini stranieri a Lodi non usufruiscono della mensa e mangiano separati dai bambini italiani (quanta analogia con le leggi razziali del 1938); a Varese una cliente insulta e lancia una lattina contro il cassiere di un supermercato, colpevole di essere di colore (“non voglio essere servita da lui”); ormai sono quotidiane le notizie, diventate ormai noticille tanto sono comuni, di aggressioni verso migranti; le minacce contro i giornali colpevoli di raccontare la verità, minacce che arrivano dai vice premier di questo governo (meglio, dai premier del governo, considerato che Conte è solo una parvenza di premier) sanno tanto di volontà di imporre una censura nel tentativo di raccontare una pseudoverità costruita a tavolino (non disturbate il manovratore); la campagna contro l’Europa e i poteri forti (la perfida Albione e le logge pluto-giudaico-massoniche di mussoliniana memoria)
E la tristezza aumenta ripensando a quanto stasera mi ha detto, commentando queste notizie, un caro amico: “E’ colpa del PD se si sta andando in questa direzione, perchè non fa opposizione”. Ma come, c’è questo governo anche grazie al tuo voto dato ai grullini per punire Renzi, le persone da te votate non hanno la minima sensibilità verso queste tematiche, dimostrano ogni giorno che passa la loro incapacità a governare accompagnata da un estremo attaccamento alla poltrona, non profferiscono verbo su quanto blatera Salvini, quindi sono d’accordo con lui e, a riprova di ciò, ne votano i decreti in Parlamento, e la colpa sarebbe del PD????? Ma mi faccia il piacere, direbbe Totò. Svegliaaaaaa, siete come gli uomini che si castrano per far dispetto alla loro moglie. E’ così difficile comprendere che si sta andando più o meno inconsapevolmente verso una deriva fascista? Mi viene davanti la scritta che c’è alla Stazione Centrale di Milano, al binario 21: INDIFFERENZA. Ma dal binario 21 partivano i vagoni piombati per i campi di sterminio, ricordiamolo sempre

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C’è un paio di scarpette rosse numero ventiquattro

 

 

 

 

 

 

 

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald.
Più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald.
Servivano a far coperte per i soldati.

Non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas.
C’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald.
Erano di un bimbo di tre anni,
forse di tre anni e mezzo.
Chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni,
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare,
si sa come piangono i bambini.
Anche i suoi piedini
li possiamo immaginare.
Scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald,
quasi nuove,
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole…

Joyce Lussu

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