Archivio della categoria: scout

La strada

Trovata su Internet e condivisa
Chi ha vissuto l’esperienza scout sa bene di cosa si sta parlando. Chi non ha vissuto l’esperienza scout, non può neanche lontanamente immaginare cosa si è perso
LA STRADA
Devi accettare la fatica e andare. Il primo pezzo è sempre il più duro, lo zaino sembra troppo pesante e ti pare impossibile raggiungere la meta così lontana. Vorresti ribellarti, piantare il tutto e tornare a casa.
Ma, quando il sole tramonta dietro gli ulivi, l’acqua fresca della fontana
finalmente raggiunta ha un sapore di gioia: è il primo dono della strada
a cui non sai ancora dare un nome.
Ma sei così leggero dopo la fatica, ti sembra così bello il prato dove hai piantato la tenda e hai voglia di sorridere.
Sei uscito dalla tua casa sotto il cielo. Cammini ed impari ad accettare la fatica … Impari a lasciarti condurre dalla strada, senza pensare continuamente alla prossima sosta o quando finirà la salita.
Non ti lasci più tentare da tutti i cespugli di more.
Accetti dentro di te di essere sudato e un po’ stanco.
E non vorresti più tornare a casa, perché ormai hai conosciuto la strada,
la sua forza e la sua gentilezza.
Hai goduto la strada: la linea pura delle montagne, il colore dell’erba,
il cielo e il vento.
La strada è bella.
E non ti stupiscono più gli occhi così chiari di quel vecchio pastore che hai incontrato un giorno.
La strada è il luogo di incontro. In casa tua, gli altri erano gli ospiti, suonavano il campanello prima di entrare e si offriva loro il the con i pasticcini.
Sulla strada sono viandanti come te, dividi con loro il pane, l’acqua della borraccia e la cassetta della frutta da portare.
E ti accorgi che il rapporto con gli altri è diverso, molto più semplice e vero.
Luogo dell’incontro. Incontro di quelli che camminano con te e incontro con quelli che hanno la loro casa lungo la strada, una casa di pietra con la porta sempre aperta.
Ogni giorno lo stupore nuovo dell’accoglienza. Non ti chiedono niente, ti offrono la loro legna, il loro fuoco, il tavolo e insistono semplicemente
perché tu accetti.

Related Images:

53 ANNI FA

Oggi sono 53. Esattamente 53 anni fa, il giorno della festa di San Giorgio, protettore degli scout, giorno in cui gli scout del mondo rinnovano la loro Promessa, l’impegno solenne che assumono verso Dio, verso il proprio Paese, verso gli altri, scout e non, il 23 aprile del 1971 nelle mani dell’allora capo riparto, Tanino, recitavo le parole che mi avrebbero portato, ufficialmente, a far parte della grande famiglia dello scoutismo: “Con l’aiuto di Dio, prometto sul mio onore di compiere il mio dovere verso Dio e verso la Patria, di aiutare il prossimo in ogni circostanza, di osservare la Legge Scout”. E per la prima volta sulla mia camicia grigia, oggi i colori dell’uniforme sono diversi, spiccava il fazzolettone amaranto con una striscia bianca, simbolo del Gruppo Reggio Calabria 1, il gruppo di cui ancora oggi, idealmente, faccio parte Era cominciato come un gioco, un modo per tacitare le insistenze di mia madre, ma con la certezza che dopo qualche mese mi sarei stancato e sarei tornato alle mie amate partite di calcio della domenica mattina con la Matteotti, la società giovanile dove avevo iniziato a tirare calci al pallone in maniera un po’ più seria che nel cortile di nonna o per le strade del rione
E in effetti lo scoutismo è un gioco, un gioco che ti fa crescere e che, specie se hai la fortuna di avere dei capi come quelli che io ho avuto, diventa il Grande Gioco della vita, ti entra dentro, ti crea una seconda pelle, ti continua a guidare durante il tuo tempo come i segnali che allora avevamo imparato a riconoscere al lato del sentiero. Certo, non si parla più della fila di pietre o dei legnetti che, disposti in un certo modo, indicavano la corretta direzione, oppure suggerivano di guardarci le spalle perché seguiti, oppure ancora ci invitavano ad accelerare, piuttosto che a rallentare. Si tratta di avere in mano, con cognizione di causa, la pagaia “per guidare da soli la nostra canoa”, di avere la forza di mantenere un impegno, di raggiungere un obiettivo, di essere punto di riferimento per gli altri, con l’umiltà necessaria per essere “al servizio” degli altri. E tutto questo lo riesci a fare con naturalezza, non devi atteggiarti, non devi pensarci. E’ il senso della Legge Scout, espresso da quello che io considero l’articolo più importante, che non a caso è il primo: “lo scout considera suo onore meritare fiducia”. Pensiamoci bene, a chi concediamo la nostra fiducia? Non certo al primo che passa e neanche a chi è bravo solo a parole. Personalmente mi fido di “chi fa” e dimostra di saper fare, di chi con un sorriso è capace di risollevarmi il morale, di chi è sempre stato leale verso di me, ma anche verso gli altri, di chi c’è, in maniera tangibile, al mio fianco quando ho bisogno
Mi, anzi ci piace dirlo spesso: “Semel scout, semper scout” (una volta scout, scout per sempre). Ed io sento di avere ancora addosso l’entusiasmo di quel 23 aprile di tanti anni fa, di quell’adolescente che sognava di cambiare il mondo, di fare la rivoluzione, e che oggi, forse più maturo, ha capito che le rivoluzioni vere si fanno ad iniziare dal nostro piccolo mondo. L’”impresa”, gergo che i miei amici scout capiranno subito, non deve essere l’evento eccezionale. La nostra “impresa” quotidiana, questo è quanto cerco nel mio piccolo di fare, deve essere quella di vivere mantenendo la nostra Promessa, nel solco della Legge Scout, come abbiamo imparato a fare nel Branco, nel reparto e nel clan da lupetti/coccinelle, esploratori/guide e da rover/scolte
Questo è l’augurio più bello che si possa fare a tutti i novizi che oggi “prenderanno” la Promessa, a tutti coloro che la rinnoveranno, in Comunità o, come ho fatto io stamane, partecipando con il mio fazzolettone di allora, che ancora conservo gelosamente, alla Santa Messa che il MASCI RC1 ha organizzato presso la Chiesa di San Giorgio al Corso: impegniamoci ad “essere degni”, concretizziamo le parole del Canto della Promessa

Related Images:

Ricordi indelebili

La foto è molto sbiadita, risale a più di 50 anni fa. Eravamo con don Mimmo a casa sua, a Fossato, campo di Alta Squadriglia Aspromonte-Antares, dove sono state poste le basi per il successivo percorso di co-educazione ASCI-AGI. Che bei tempi e quanti ricordi …
46 anni fa Mimmo ci ha lasciati, tornato troppo presto alla Casa del Padre. Se dopo tanti anni ricordi così nitidamente e con immutato affetto una persona che non era un genitore o un parente stretto, vuol dire che quella persona ha contato tanto nella tua esistenza. E don Mimmo, alias Baloo, ha rappresentato per i tanti che hanno avuto, come me, la grazia di incontrarlo sul sentiero della vita un fondamentale punto di riferimento, purtroppo scomparso troppo presto, a 33 anni. Ma sono stati 33 anni vissuti con il motore al massimo, come se la sua concezione del tempo fosse diversa dalla nostra: le sue giornate sembravano più lunghe delle canoniche 24 ore riservate a tutti noi. E nonostante gli impegni, gli scout innanzitutto, la scuola, i ragazzi del carcere minorile, la parrocchia, aveva sempre il tempo da dedicare a chi aveva bisogno di lui.
Mi conforta pensare che abbia continuato a vegliare su tutti noi, “i suoi ragazzi” come ci definiva, anche da lassù e che sia felice pensando al raccolto della sua semina
Ciao “fiore di gelsomino rampicante”, come sempre, verrò a trovarti quando sarò a Reggio

Related Images: